La società è attraversata da un profondo cambiamento che interessa il modo di pensare, di relazionarsi, di agire, di apprendere e di acquisire conoscenza. Si tratta di processi evidenti al di fuori della scuola e con cui questa non può non confrontarsi.
La tecnologia veicola profondi cambiamenti che devono entrare nella scuola, diversamente la scuola muore per effetto di quelle trasformazioni sociali, e quindi di ragioni esterne, che stanno cambiando il regime della produzione-riproduzione della conoscenza.
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Queste considerazioni sono un buon punto di partenza per iniziare una riflessione in merito al ruolo che devono svolgere gli animatori digitali nella scuola nei prossimi anni e, più in generale, al ruolo della tecnologia all’interno della scuola. Si tratta di una questione che prescinde dalla presenza o meno della LIM in classe in quanto il digitale pervade già la nostra quotidianità mutando il nostro modo di creare relazioni, di acquisire informazioni e di diffonderle, di apprendere e ovviamente anche di insegnare.
La scuola non può esimersi dal confrontarsi con questo processo di cambiamento e a sottovalutare ciò che sta avvenendo nella società considerandolo un mero fenomeno di superficie, o peggio una moda passeggera, si corre il rischio di venire messi all’angolo.
In conclusione, a mio avviso, occorre convincersi che l’onda digitale non è destinata ad attenuarsi ma a penetrare ancora più in profondità la nostra società ed è la scuola il luogo privilegiato dove si può tentare di delineare la forma e la direzione di questi cambiamenti. Non è quindi sufficiente governare tecnicamente il digitale ma è necessario governarlo anche concettualmente e spero che questo spazio sia utile proprio a questo.
Prof. Giuliano Deledda
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